Intervista esclusiva ad Andrew Kinsman

7 settembre 2010 – Durante i concerti alla Brixton Academy e al V Festival, allo Staff di KasabianItalia non è sfuggito un particolare: insieme a Gary, durante le parti suonate dagli ottoni, c’erano altri due musicisti. Uno di loro è il sassofonista Andrew Kinsman.
Scopriamo che lui è un artista veramente completo: disegna, dipinge e suona vari strumenti. Ma non solo, è anche un ragazzo molto disponibile e gentile. Così ci viene un’idea: perché non chiedergli di raccontarci della sua carriera e dell’esperienza vissuta in tour con i Kasabian?
Andrew ha molto gentilmente risposto a tutte le nostre domande e curiosità e questo è quello che ci ha raccontato.

© Andrew Kinsman

Quando hai ricevuto la proposta di lavorare con i Kasabian? E, soprattutto, cosa significa realmente avere a che fare con loro?
Ho lavorato con i Kasabian per la prima volta all’inizio di quest’anno, quando ho registrato con Gary (trombettista) qualche pezzo per alcune canzoni del prossimo album. L’idea di partecipare ai tre concerti (Brixton e V Festival) è nata durante i Brit awards. Penso che Sergio abbia capito che gli ottoni danno un suono più potente ad alcune delle canzoni.

Raccontaci, se ne hai uno, il più simpatico aneddoto avvenuto al V festival o al concerto di Brixton.
Ogni volta che suoniamo lo stacco durante il breakdown di ‘Fire’, tutta la band, specialmente Sergio, di solito ci guardava e rideva appena prima che iniziassimo.

Quali sono le tue sensazioni sul palco?
Solo cercare di suonare tutto nel modo giusto. Era difficile ottenere un buon suono mentre dalla spia ci arrivavano il suono di tastiere, batteria e qualche altro strumento.

Com’è stato per te suonare il sax con una rock’n’roll band? Credi che il sax sia uno strumento che si addice alla musica rock?
Su canzoni come ‘Take Aim’ dovevo quasi fare in modo che il mio sax non facesse il suono di un sax. Nella versione originale il suono è molto simile a quello di una fanfara di ottoni, quindi dovevo mantenere un suono molto liscio, quasi classico. Nessun vibrato o accento. Su ‘Fire’, ‘L.S.F.’ e ‘Shoot The Runner’ tuttavia il suono era quello classico di sassofono tenore, tromba e trombone, e penso che funzionasse davvero bene. Il sax, negli ultimi decenni, è passato dal jazz alla musica classica al rock e penso che il suo suono particolare, accostato a quello degli ottoni, aggiunga un tocco di ‘soul’.

Andrew Kinsman V FestivalCome ti sentivi mentre suonavi sul palco davanti ad un pubblico enorme come quello del V?
Siamo stati fortunati perché siamo entrati e usciti con la band, suonando la prima e l’ultima canzone, così abbiamo potuto vedere la reazione del pubblico dall’inizio alla fine. È stato indescrivibile vedere che c’era gente ovunque, anche in lontananza, fin dove arrivava lo sguardo! Era già notte, quindi di buona parte del pubblico si vedevano solo le sagome.

Telegrafico: un aggettivo per descrivere Tom, Sergio, Chris e Ian.
Umili.

Collaborerai di nuovo con i Kasabian in futuro? Magari nel nuovo album?
Beh io spero che Sergio usi le parti che abbiamo già registrato per il nuovo album, forse ci chiamerà per registrare qualche altro pezzo. Mi piacerebbe davvero suonare in altri concerti con loro.

Parliamo di te ora. Quando hai iniziato a suonare i sax? E perché hai scelto proprio questo strumento?
Ho avuto il mio primo sax a 17 anni, ma non l’ho suonato molto fino a 20 anni. La mia decisione di scegliere proprio il sax invece di un altro strumento è dovuta a una canzone: ‘Your Latest Tricks’, dei Dire Straits.

Hai una tua band?
Ho avuto alcune band che portavano il mio nome in passato, ma mi sono stufato di dover organizzare le prove, quindi adesso suono solo la musica degli altri, è molto più semplice.

Che tipo di musica ti piace? Ascolti il rock o preferisci altri generi?
Adesso mi piacciono tutti i generi musicali. Avendo iniziato a suonare il sax, ero un Jazzista purissimo. Mi sembrava che nessun altro genere fosse tecnicamente pari a quello. Da quando suono Rock/Indie, Reggae Scar pop e classico ho completamente cambiato il mio punto di vista sulla musica e in meglio, credo.

Andrew Kinsman © Paul Roland WilliamsOltre al sax suoni qualche altro strumento?
Suono anche il pianoforte, il flauto e un piccolo clarinetto.

Sappiamo che sei anche un pittore di grande talento. Come è nata la tua passione per l’arte e la pittura?
Dipingo da molto prima che iniziassi a suonare. Ho iniziato a dipingere a olio quando avevo 10 anni.

Come riesci a conciliare la tua passione per la musica con quella per l’arte? Quale preferisci fra le due?
Ho capito che l’unico modo per poter fare entrambe le cose professionalmente era combinare l’una con l’altra, ho sempre preferito dipingere le persone piuttosto che altri soggetti, è più stimolante. Le persone spesso mi chiedono quale preferisco tra le due e la mia risposta è sempre: non è possibile scegliere.

C’è un pittore che ti ha ispirato particolarmente?
Non penso di poter individuare una sola influenza diretta, molti artisti mi hanno ispirato, mi ispirano e continuano a farlo. Comunque, penso che ogni artista figurativo contemporaneo sia stato in qualche modo ispirato da pittori come Rembrandt, Caravaggio, Velazquez. Artisti che non hanno avuto mezzi come la macchina fotografica o i computer ad aiutarli. Per ottenere il chiaroscuro, si aiutavano con la luce delle candele e lavoravano dal vivo, usando i loro schizzi come punto di riferimento.

Quali sono i tuoi piani futuri sia come musicista che come pittore? Ci sono altre importanti collaborazioni in vista?
Vorrei finalmente pubblicare un libro di ritratti di musicisti, completo di quadri, schizzi, disegni vari. Il titolo è ‘Backstage‘. È una raccolta che documenta la vita di diversi musicisti, da quelli famosi a quelli praticamente sconosciuti, artisti con i quali sono entrato in contatto grazie alla mie esperienze musicali.

Ringraziamo moltissimo Andrew per la sua disponibilità e gli facciamo un grande augurio per il proseguimento della sua carriera, artistica e musicale.
E voi lettori, quando avrete in mano il prossimo cd dei Kasabian e, fra i nomi dei musicisti che hanno collaborato, leggerete “Andrew Kinsman”, potrete dire: io lo conosco!

Lo Staff di KasabianItalia

Potete vedere alcuni lavori di Andrew sulla sua Fan Page di Facebook, cliccando qui.
Per leggere l’intervista in lingua originale, cliccate qui.

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10 commenti su “Intervista esclusiva ad Andrew Kinsman

  1. di nuovo i miei complimenti!
    siete più aggiornate del sito ufficiale……che tra l’altro “funziona meglio” nella versione italiana di quella inglese.
    beh penso proprio che i ragazzi non si possano lamentare dei fans italiani!!!

  2. Grazieeeeee! =) Cerchiamo di fare del nostro meglio..
    Hahaha è vero, il sito ufficiale fa un po’ schifo, per quello cerchiamo di compensare noi.. 😀

  3. Complimenti, davvero una bella intervista. Andrew è un artista veramente completo, è ammirevole il fatto che riesca ad esprimersi così bene sia nel campo musicale che in quello artistico, stupendi i ritratti dei Kasabian e non solo! Congratulazioni anche per il sito, sempre aggiornatissimo!

  4. Non dev’essere stato semplice adattarsi al sound dei Kasabian, ma devo dire che ha fatto un ottimo lavoro, i suoi dipinti sono davvero d’impatto. Bravo Andrew e brave ragazze!

  5. Ragazze..ottimo lavoro!! Adoro questo sito! Si vede che ci tenete molto…e Andrew è un artista a 360°..

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